Nella settimana della lingua italiana nel mondo, in cui si organizzano
attività di ogni tipo per onorare la lingua e la cultura del Bel Paese,
VivereVietnam ha deciso di omaggiare la meravigliosa complessità dell'italiano,
mettendo in risalto la più prestigiosa Istituzione linguistica d'Italia,
l'Accademia della Crusca, che tra le sue priorità annovera il suo sostegno alle
Università, attività scientifiche, formazione di ricercatori nell'ambito della
linguistica e della filologia italiana, diffusione della conoscenza storica
della lingua e della coscienza critica, collaborazioni con le principali
Istituzioni estere affini e governative e il cui interesse e la cui azione si
concentrano sugli scambi interlinguistici della realtà contemporanea a favore
di una politica del plurilinguismo.
L'Accademia della Crusca sorse a Firenze tra il 1582 e il 1583 per volontà
di cinque letterati fiorentini.
Essa si distinse per le animate riunioni dei suoi fondatori che presero il
nome di 'cruscate', termine dal quale derivò il nome dell'Accademia. La
'brigata dei crusconi' era nota per la sua contrapposizione al classicismo e
alla severità dell'Accademia Fiorentina e per i discorsi giocosi dei suoi
componenti. Umorismo, ironia e satira erano i cavalli di battaglia dei
'crusconi', armi da utilizzare contro la pedanteria dell'Accademia Fiorentina,
senza però compromettere l'obiettivo letterario e le dispute di alto livello.
Ben presto l'Accademia ricevette il prezioso impulso di Lionardo Salviati, il quale presentò un programma culturale e di codificazione della lingua. 'Accademia della Crusca' risultò dunque un'espressione che stava ad indicare il lavoro di ripulitura della lingua; a ciò si aggiunse, inoltre, tutta una simbologia in riferimento al grano e al pane. Salviati volle, infatti, separare il 'fior di farina', cioè la 'buona lingua' del Trecento, dalla parte cattiva ed impura, la 'crusca'. L'Accademia prese dunque una nuova forma: perse il suo aspetto ludico e giocoso, per assumere quello normativo e concentrarsi sulla conservazione del volgare fiorentino.
L'Accademia accolse studiosi italiani e stranieri, illustri esponenti di ogni campo: filosofi, grammatici, giuristi, statisti, filologi, poeti e scienziati portarono il loro contributo.
L'opera più importante dell'Accademia della Crusca, che permise l'identificazione e la diffusione della lingua italiana e che fornì un importante esempio lessicografico alle altre lingue europee (francese, inglese, spagnolo e tedesco), è il “Vocabolario degli Accademici della Crusca” del 1612, ampliato e ripubblicato fino al 1923. Esso accolse i canoni stabiliti da Pietro Bembo, ma gli Accademici non si attennero solamente all'italiano dei grandi letterati toscani del Trecento; inclusero, infatti, anche vocaboli di scrittori non toscani, di secoli posteriori e dell'uso 'vivo', tralasciando la terminologia tecnico-scientifica e il latino.
Oggi, l'Accademia è formata da venti Accademici ordinari e i suoi organi sono: il Presidente, il Consiglio direttivo, il Collegio degli Accademici e il Collegio dei revisori dei conti.
Essa svolge un ruolo fondamentale nella società italiana e in quella europea, in quanto si occupa degli aspetti cognitivi, culturali e sociali della lingua italiana nelle realtà storica e attuale, nel quadro del multilinguismo europeo e della comunicazione mondiale; svolge, inoltre, attività editoriali, di ricerca e di consulenza linguistica.
Giorgia Bassani