VivereVietnam

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domenica 3 novembre 2019


Le domande 'delicate' di Trang-Elizazhuang

Sono nata e cresciuta in un paese confuciano, comunista e pieno di tabù, in cui quasi tutti i temi possono essere considerati "nhạy cảm" (sensibili oppure delicati); ho portato in mente, dunque, il concetto di delicatezza (insondabilmente strana) anche in Italia. In inglese, si dice: You can take somebody out of the country but cannot take the country out of him/ her (Puoi portare una persona fuori dal suo paese, ma non puoi portare il suo paese fuori dalla persona). È straordinariamente normale che la delicatezza non sfugga mai a nessun aspetto in Vietnam: dall'attuale tensione marittima tra il Vietnam e la Cina, alla guerra della frontiera sino-vietnamita (1979); dallo scandalo sessuale di una star o alla corruzione di un funzionario. Leggendo i giornali vietnamiti, si può percepire l'ubiquità della parola "nhạy cảm".

venerdì 2 settembre 2016

Il Vietnam di Camilla

Camilla, una ragazza italiana dalle idee chiare e dai sogni semplici, ha risposto alle domande di VivereVietnam.

Camilla vive ad Hanoi da circa due mesi e sta svolgendo un tirocinio presso il Centro Linguistico dell’Hanoi University, dove insegna lingua e cultura italiana a studenti vietnamiti.
Dopo un’esperienza significativa in Australia che l’ha segnata profondamente, Camilla è approdata in Vietnam, paese che ha deciso di vivere pienamente con tutto l’entusiasmo e l’energia che la contraddistinguono.
Sin da subito, la giovane si è lasciata travolgere dal caos e catturare dalla ‘follia’ hanoiani; è entrata in punta di piedi nella nuova cultura ed ha abbracciato nuove abitudini. Ha compreso la particolarità e l’essenza vietnamite, che osserva con sorpresa e rispetto. 
Per Camilla, il Vietnam rappresenta il riscatto, un modo di reiventarsi e spiccare il volo verso altri paesi e nuovi progetti.

domenica 9 agosto 2015

Intervista a Thảo Phạm

VivereVietnam ha incontrato Thảo, guida turistica ed ex-studentessa del Dipartimento di Italiano dell'Università di Hanoi, per capire quali sono i motivi che spingono un vietnamita ad approcciarsi all'italianità, quali sono le prospettive lavorative per un neo-laureato in italiano e qual è l'immagine dell'Italia in Vietnam.

Con le idee un po' confuse e con un amore per le lingue straniere, Thảo  decise di iscriversi al corso di laurea in italiano presso l'Università di Hanoi (HANU); la ragazza ci ha detto: «il Dipartimento di Italiano era perfetto: poco conosciuto e non si richiedeva un punteggio troppo alto all’esame d’ingresso». L'HANU le offriva, dunque, un facile accesso, un buon ambiente in cui coltivare la sua passione per le lingue romanze, un contesto «dove poter sentire il cuore battere sempre più forte». Nonostante la sua giovane età, la ragazza dimostra una certa maturità ammettendo che gli studi che ha portato a termine circa un anno fa, le hanno permesso di avvicinarsi a una realtà lontana e ampliare le sue conoscenze. Anche se non completamente soddisfatta dell'offerta didattica, sostiene fieramente che nell'amore non c'è rimpianto.

domenica 4 gennaio 2015

Io e la lingua italiana

All'ultimo anno dell’università, ho preso una decisione impulsiva, ma importante: studiare l’italiano. Essendo un'appassionata delle lingue straniere, tengo conto di una citazione famosa: conoscere una lingua è come vivere un’altra vita.
Non ho parlato dello studio dell’italiano con i miei genitori. Sono 'tradizionalissimi', non sarebbero stati d’accordo e mi avrebbero bombardata di una serie di domande, come “perché non studi qualcosa di più utile, come la contabilità o la programmazione,” etc. Loro non erano entusiasti quando ho ricevuto la borsa di studio del MAE per studiare in Italia per 6 mesi, sostenendo che “questa borsa non porta nessuna buona prospettiva”. Allo stesso tempo, i miei amici preferivano il giapponese, il quale dava spazio a più opportunità di lavoro, e sostenevano che la mia decisione era troppo idealista visto che la crisi italiana era ancora in pieno corso in quel periodo. Avendo scelto l’italiano, sono diventata un tipo 'strambo' agli occhi di tutti.

venerdì 30 maggio 2014

VivereViaggiare: intervista a Lan Phuong, studentessa vietnamita

Lan Phuong, studentessa vietnamita appena tornata dall'Italia dopo nove mesi di studio all'“Università per stranieri di Siena”, ha risposto alle nostre domande e ci ha raccontato alcuni dettagli della sua prima esperienza italiana.

Quali aspettative avevi prima di andare in Italia? Hai raggiunto gli obiettivi che ti eri prefissata? Ti senti soddisfatta di ciò che sei riuscita a fare?
Prima di andare in Italia avevo sperato di vedere il più possibile la bellezza dell’Italia e di assaggiare i cibi italiani, ma, soprattutto, volevo scoprire le cose che non conoscono tutti (Venezia, la Torre di Pisa, gli spaghetti, la pizza, ecc. sono già troppo famosi...).
Sono molto soddisfatta di quello che sono riuscita a fare durante il mio soggiorno in Italia: non solo ho studiato l’italiano e ho viaggiato (erano i miei primi obiettivi), ma ho anche fatto amicizia con gli italiani e gli altri stranieri.