Ieri, per il quarto anno consecutivo, il Goethe Institut di Hanoi ha celebrato la giornata delle lingue europee.
Nei locali dell'Istituto tedesco
si sono susseguiti gli interventi di vari esponenti del mondo della didattica
delle lingue straniere. Tedesco, inglese, francese, vietnamita e, per pochi
istanti anche italiano, sono state le lingue usate; i relatori hanno illustrato
al pubblico presente, con grande entusiasmo e chiarezza, i risultati dei loro
studi, dei loro progetti e delle loro ricerche.
Pham Quang Hung, rappresentante
del Ministry of Education and Training, ha aperto l'evento parlando
delle politiche vietnamite relative all'educazione, all'aggiornamento
professionale dei docenti, all'insegnamento e all'apprendimento delle lingue
straniere. Ha focalizzato la sua attenzione sull'importanza del miglioramento
della qualità della didattica, sulla necessità di una formazione continua per
gli insegnanti, sul ruolo cruciale che possono assumere le tecnologie e sul valore diagnostico degli esami.
Pham Quang Hung ha concluso il
suo intervento parlando della grande sfida per l'uguaglianza del diritto allo
studio in tutte le città e nelle aree più remote del Paese; in quest'ottica,
oltre alle varie attività che esso stesso sta portando avanti, riceve anche
l'aiuto dei paesi europei e della comunità internazionale.
In seguito, il Professor Emerito
Dottor Michael Legutke della Giessen University ha sottolineato l'enorme
energia e la volontà di imparare trovate in Vietnam.
«The teacher makes the difference», in italiano
“l'insegnante fa la differenza”, è stato il cuore della sua presentazione.
Legutke si è concentrato, in
primo luogo, sul ruolo del docente di lingua straniera, sull'attitudine
empatica che deve assumere e sulla relazione fodamentale tra l'insegnante, i
discenti e l'ambiente.
In secondo luogo, egli è passato
all'azione didattica e, in seguito, a quelle che lui chiama 'comunità di
pratica'. Secondo Legutke, il docente deve creare opportunità per i suoi
studenti, i quali devono essere sempre supportati; considera l'apprendimento
come un fenomeno di ricerca e non un processo in cui il discente prende
informazioni e nozioni, così lo studio diventa esperienziale e sperimentale.
Il Professore ha presentato,
inoltre, quattro scenari, quattro stadi dello studio di una lingua straniera in
cui il docente gioca un ruolo cruciale e in cui il discente si trova al centro.
Innanzitutto, lo studente deve poter cambiare prospettiva, ricostruire
esperienze ed essere orientato; in seguito, il discente deve fare pratica e
comunicare in un ambiente collaborativo; infine, l'insegnante deve assumersi la
responsabilità dell'innovazione, egli deve creare un proprio metodo capace di
rendere coraggiosi i propri studenti. Il tutto deve avvenire in modo dinamico.
La Dottoressa Nguyen Thi Cuc
Phuong, Deputy Rector dell'Hanoi University, ha illustrato al
pubblico come il Vietnam stia investendo sul sistema educativo e, in
particolare, sulla formazione dei professori di lingua inglese. Il Ministry
of Education and Training vietnamita organizza corsi di formazione
continua per docenti di inglese; intende, inoltre, incentivare la
collaborazione tra insegnanti, soprattutto per coloro che lavorano in zone
remote, piccoli paesi e campagne, per tutti quelli che, dopo essersi formati
nelle grandi città del Vietnam, tornano nei loro villaggi per lavorare ed
implementare quanto imparato, ma che, molto spesso, si trovano di fronte a
colleghi 'non formati' che non accettano ed ostacolano la loro azione.
Le ricerche svolte hanno mostrato
un corpo docente ancora carente di competenze liguistiche, metodologiche,
sociali e tecnologiche e insegnanti che accolgono mal volentieri la formazione
continua. In questo senso il Ministry of Education and Training ha
ancora molto da fare: deve motivare, stimolare ed incuriosire gli insegnanti,
risvegliando una coscienza collettiva di responsabilità nei confronti di una
società, delle future generazioni, di un Paese in via di sviluppo.
Ultimo, ma non per importanza, il
Professor Tran Thanh Quyet, Direttore del Dipartimento di Italiano dell'Hanoi
University, ha illustrato le fasi storiche dell'insegnamento dell'italiano
in Vietnam e presentato i vari poli in cui può essere studiato. Ha parlato dei
fiori all'occhiello della sua Università, delle difficoltà che incontra e di
come risolve i problemi; dei docenti e dei progetti che rendono il suo giovane
Dipartimento una fucina di idee in grado di valorizzare e diffondere la lingua
e la cultura italiana.
Giorgia Bassani
